ARGENTINA / BUENOS AIRES

INTERVISTA AD ALBERTO MANGUEL

"LA LETTURA: TRE O QUATTRO COSE CHE SO DI LEI"



BUE 18 Settembre 2017 ore 12, Biblioteca Nacional Mariano Moreno. Voluta nel 1961 dall'antiperonista Borges - allora direttore della vecchia sede in calle México - e subito progettata ai margini della Recoleta come un colossale formicaio dagli architetti Testa, Bullrich e Cazzaniga, la mitica biblioteca bonaerense venne iniziata solo nel 1972 e terminata sotto il governo Menem nel 1992. Tempistiche argentine. La biblioteca ha da poco ricevuto in donazione anche i 17.000 libri del fondo di Adolfo Bioy Casares, amico di Borges.

E' ora diretta da Alberto Manguel, "allievo" del Nobel mancato, erudito quanto il maestro e autore di saggi e libri dedicati ai libri, alla lettura e alla curiosità tra cui "Una storia della lettura", "La biblioteca di notte" e"Storia naturale della curiosità" che poi è un saggio su Dante, quasi. E' un pozzo di cultura, profondo quanto quelli petroliferi nel Neuquen.

Lucio Aquilanti FernandezBlanco Libros

Parla e non mastica sei lingue, scrive testi in due o tre idiomi. Non dirige il tempio sudamericano dei libri (leggasi tempio dei libri e non "tempo dei libri" come la ridicola e provinciale operazione milanese fallita nel 2017 ma ora caparbiamente riproposta sotto la modesta direzione di un altro curatore): Manguel è de facto una biblioteca vivente. Un erudito pico-borgesiano anche se dell'autore dell'"Aleph" tutto ha ereditato tranne, forse, la fantasia.

Dunque anche se si è un acaro ambulante conversare con lui della lettura è imbarazzante. Se poi il suo piccolo studio istituzionale vigila su una città dove le librerie snocciolate a Corrientes e Santa Fé neanche di notte morivano e dove la percentuale di lettori sfiora il 56% contro quella italica del 42%, la soggezione fa capolino. E se si pensa che a Buenos Aires perfino i cartoneros ("barboni") leggono i quotidiani perfino sdraiati sui marciapiedi e sui bondi (i colorati autobus che cuciono la città con oltre duecento linee) almeno tre passeggeri su dieci sfogliano testi e dove ovunque spuntano bancarelle di libri usati, parlare di libri e lettura proveniendo dallo Stivale analfabeta funzionale al 75% diventa quasi umiliante. Ma uno il coraggio se lo può e se lo deve dare.

Meno di una volta, ma a zonzo per la città non è raro imbattersi in persone con un libro in mano; e non sono solo studenti. Raro, non trova?

"L'Argentina era e in parte resta un paese di buoni lettori per tradizione, perché gli emigranti intellettuali spagnoli, italiani, francesi, inglesi e tedeschi già all'inizio del XX secolo nostalgici della propria cultura e vogliosi di restare aggiornati favorirono la nascita di case editrici specializzate nelle letterature di riferimento e aiutarono l'importazione di libri dal Vecchio Continente. Purtroppo nel recente periodo kirchnerista se la produzione editoriale di autori argentini è più o meno rimasta costante l'importazione di testi dall'estero si è ridotta; anzi Kirchner proibì l'importazione di libri dall'estero - come di altri prodotti tra cui l'inchiostro - anche con il pretesto che l'inchiostro europeo risultava nocivo (fake news neoliberal e Sputnik style? ndr).

Libreia El Ateneo in Santa Fe

Macri oggi ha riaperto all'importazione ma restano ostacoli burocratici (ad esempio la corruzione della dogana, ndr) e comunque i libri pesano e quelli che arrivano dall'Europa sono costosi. Dunque oggi a Buenos Aires si legge solo ciò che si produce e si traduce molto meno di una volta".

Non con gli indici penosi dell'Italia, ma anche qui come ovunque si legge sempre meno. Che cosa si può fare per implementare la lettura soprattutto tra i giovani?

"L'incontro con un libro è un evento imprevedibile come quando ci si innamora: non si sa mai quello che succede né perché. E' un incontro chimico; e dunque è sempre difficile e aleatorio consigliare bene e con successo la lettura di un libro piuttosto che di un altro. Perché ci si innamora di una persona e non di un'altra tra mille? Poche volte mi hanno raccomandato un libro che poi mi è piaciuto: è una cosa indefinibile. Si possono leggere dieci libri e non apprezzarne neppure uno fino a quando...scatta l'incontro.

L'unica cosa che posso promettere ai ragazzi è che ci può essere e si può sempre trovare anche un solo libro, una sola pagina che risulta poi sembrare scritta per loro e dunque devono scoprirlo provando a leggere: è una sfida, non si può mai sapere prima; ma ai giovani le sfide possono piacere.

Forse una possibilità poco praticata è quella di sollecitare la lettura negli adolescenti soprendendoli e cioé dicendo loro che leggendo fanno qualcosa di diverso dagli altri e che così si possono sentire "estrosi e originali". Tutti i ragazzi vogliono essere accettati dal gruppo; alcuni però distinguendosi. Infatti amano per default la ribellione. Non è un caso che il libro più letto al mondo dai giovani negli ultimi decenni sia "Il giovane Holden" di Salinger. Ai ragazzi la ricerca e la manifestazione della propria individualità piace, è pure necessaria. E dunque dire "ribellati contro le masse amorfe e omologate" può suscitare nell'adolescente l'idea che può fare qualcosa che i suoi amici e compagni non fanno: cioé leggere! Insomma, bisogna sfruttare l'inclinazione dei ragazzi a esssere sovversivi e ribelli e che dunque leggendo fanno una cosa che tanti altri, genitori compresi, non usano fare oggi se non raramente".

E' giusto e utile che esistano giudici, critici e/o, più volgarmente, professionali consiglieri di libri?

"Anche come autore io sono contrario alla figura dei lettori delle case editrici che poi curano o indirizzano l'editing decidendo pure se e come un testo va editato: sono atti di impertinenza e presunzione. Immagini Joyce che corregge Proust o Proust che corregge Joyce. Io le posso consigliare ad esempio un libro di Domenico Brancale che mi ha incantato ma a lei può non piacere. Borges amava le storie di gran violenza che a Bioy Casares disgustavano. E molte delle selezioni "librarie" di Bioy Casares, come Maupassant ad esempio, a Borges parevano sentimentali. Anche se erano amici e si conoscevano, ben poche letture si sono passate. E' un campo misterioso quello della lettura che appartiene al mondo del gusto e quest'ultimo si forma imprevedibilmente, in maniera arcana, come misterioso è l'innamoramento".

Maria Kodama, vedova di Borges


Eco poco prima di morire ha sostenuto che nelle ultime due decadi la produzione culturale e intellettuale è stata modesta, davvero mediocre. Concorda?

"No. Non possiamo giudicare i contemporanei, scrittori o creativi. Troppo poca distanza. Si riferiva a pochi intimi quando, ad esempio, Victoria Ocampo disse a Parigi che Picasso, Malevic, Kandinskji erano davvero importanti. Chi può dire oggi quali saranno i classici di domani? Io ho alcuni scrittori attuali prediletti come Emmanuel Carrère, Enrique Vila-Matas o McCullers Carson; ma da qui a dire che sono e soprattutto che saranno dei grandi e immancabili autori ce ne passa. Sarebbe arrogante".

 

In sintesi, e Manguel a parte che è arroccato nello studiolo in avenida Las Heras dove come un fungo si acquatta la Nacional, vale sempre la pena tentare di promuovere la lettura sapendo che è un'ardua impresa e che lo si fa per curiosità dantesca, amor di libri e in solitaria come in una scalata. Per definizione non può esistere solido aiuto istituzionale. Nessun governo è propenso veramente a implementare lettura e conoscenza se non con slogan, fiere incosistenti e letture virali; se non altro per ragioni di consenso elettorale: chi si è mai tirato consapevolmente la mazza sui piedi?

Text and Photos by Andrea Battaglini

photographer and travel writer since 1978

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Info:

La Biblioteca Nacional Mariano Moreno è in Aguero 2502 angolo Las Heras

destinoargentina.com.ar


buenoaires.gov.ar/Turismo

Dove dormire
Nell’animata plaza Dorrego del quartiere di San Telmo, comodo per visitare anche la nuova Boca-Distrito de Las Artes, l’Hotel Anselmo Buenos Aires (anselmohotel.net).


Dove mangiare
Cucina fusion-kosher al Mishiguene (Lafinur 2268, tel 11-39690764)
Piatti nippo-peruviani al Bardot Nueva Cocina Peruana nel cuore di Palermo-Soho (Calle Honduras 5237, tel. 11-48311112) e al Sipan (Uriarte 1468, tel. 11-48817669)



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