MA DOVE VAI?

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BICENTENARIO BAUDELAIRE (1821-2021)

UN OCCHIO ZINGARO A MAURITIUS

             


Sopra a sx : Ritratto di Jeanne Duval disegnato da Baudelaire nel 1865; a dx autoritratto

Baudelaire si espresse, poco, come disegnatore dal tratto torturato



    

E se Les Fleurs du mal, simbolo poetico  delle contraddizioni umane, fossero davvero le “piante del sangue” dalla cupa resina rosso Rubens che ipnotizzarono il ventenne Baudelaire nel Jardin di Pamplemousses a Mauritius?

Tra i viali di sperticate e indolenti palme e selve di ubriachi baobab, stagni gonfi di abnormi ninfee, gomitoli di ibiscus,  ciuffi sfrangiati di Pandanus, fusti arrugginiti di morbidi acajou e sacri alberi di Buddha, Charles approdò alla fine del 1841 con il Paquebot-des-Mers-du-Sud, un tre alberi simile ai perfetti e corsari modellini lignei che  oggi  costruiscono nei laboratori artigianali di Curepipe per il piacere di turisti e collezionisti.

Sopra tre angoli del Jardin de Pamplemousse

Imbarcato a pedate dalla madre e dall’odiato militare suo amante per allontanarlo dalla provocante Parigi dove si era esibito in zingarate, sbarcò con un libro di Balzac stretto in mano dopo quasi tre mesi di navigazione  tempestosa  in balia delle onde e prossimo al naufragio,  tra le intricate mangrovie del  golfo di Port-Louis. Vi restò 19 giorni attratto dall’”isola profumata che il sole carezza”  ma soprattutto da Emmeline  Autard de Bragard  moglie di un legale di origine francese che abitava in rue Guibert nel quartiere di Pamplemousse nei pressi dei lussureggianti giardini:”… ho incontrato, sotto un baldacchino/d'alberi purpurei/e palme da cui piove sugli occhi la pigrizia,/una signora creola dagli incanti sconosciuti”, vergò eccitato nella sua, forse, prima poesia che già rivela un ribaltamento della sensibilità poetica elaborata fino ad allora.


A dirla tutta più che un viveur o  tombeur de femmes era un fascinoso ed esuberante straccia-mutande tanto che già  sul veliero in viaggio dalla Francia aveva  sedotto una giovane creola, cameriera di una famiglia mauriziana, costringendo il capitano a tenerla rinchiusa in cabina. Altri tempi, liberi dagli odierni  me-too!

  

Sopra a sx e dx: due modellini di velieri costruiti a Curepipe 


Nel suo breve ma intenso soggiorno Baudelaire magnificò l’orto botanico che circonda la residenza coloniale di Mont Plaisir utilizzata a metà Settecento come piantagione di specie rare importate dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa. I gloriosi giardini di Pamplemousses sono infatti un cromatico manuale di piante esotiche e disegnano suggestivi giochi prospettici con gli intrecci a scacchiera di filari di royal palm. Il poeta “maledetto”  rimase pure sedotto dalle coltivazioni meridionali di canna da zucchero e di the, costellate oggi da coloratissimi ed eclettici templi indiani e dalle odorose ville coloniali tra cui l’eclettica villa Eureka  a Le Reduit che resta un esempio di architettura locale ottocentesca (1830)  acquattata ai piedi della montagna Ory e scandita all’interno da un melange stravagante di arredi cinesi, creoli-coloniali e indo-orientali. Incerta la sua visita fra Curepipe e Floreal al maestoso Trou aux Cerfs, un cratere vulcanico estinto dal quale il panorama, che abbraccia tutta l’isola, si perde in  trasparenti e vaporose lontananze sotto “l’azzurro del cielo immenso e circolare”; sicuro invece il suo approccio al  villaggio di pescatori di Mahébourg, oggi annunciato dall’omonimo Museo Navale che, allestito in una vecchia casa francese del Settecento, raccoglie documenti, marine e modelli navali  del XIX secolo.

Sopra e sotto: piantagioni di the e canna da zucchero

Sopra: fondali all'Ile aux Cerfs

Allora Mauritius, da poco divenuta colonia britannica dopo un secolo di dominio francese, iniziava a divenire quel vivace  melting pot di razze, malgasce, creole, francesi, hindu, tamil, musulmane e cinesi che ora sprigionano ovunque, ma soprattutto nei mercati di Port-Louis - “porto pieno di fiamme e navi” -, cromatiche visioni ben lontane dal grigio mondo dello spleen depressivo  e dalla malinconia che avrebbero avvolto a singhiozzo, rientrato a Parigi, il giovane Charles.

Sopra: ingresso dela Royal Palm e sotto interni casa coloniale

Sopra spiaggia di Mahébourg

Il suo soggiorno mauriziano - e neppure si sa se ebbe tempo o voglia di visitare l’Ile aux Cerfs o le cascate di Grand Riviere -, fu l’inizio di una fioritura di richiami a un mondo esotico che, in luogo, aveva ostentato di ignorare. Femmine creole escluse. Eppure il seme dell’esotismo sprigionato dall’isola sarebbe diventato il germe da cui sarebbero esplosi I fiori del Male quando…”Quando, chiudendo gli occhi, in una calda sera d’autunno,/ Respiro l’odore del tuo seno ardente,/vedo passare delle rive felici/ Abbagliate dalla luce di un sole monotono/…”. 

Sopra raccoglitrici di the e sotto a sx  statua hindu e a dx preparazione a matrimonio hindu 

       

Più che l’abisso dello spleen ancor prossimo a venire a Mauritius riuscì probabilmente a intuire il fastidio provocato dagli urticanti eppur meravigliosi fondali corallini che ancor oggi sovente impediscono dalle rive  spensierate nuotate  in acque sufficientemente profonde. In fondo, anzi oltre i fondali, sono gli unici nei  logistici e acquatici di un’isola indissolubile a ogni letteraria memoria.

Andrea Battaglini

 

INFO

Mymauritius.travel

Mauritius.net

Tourismauthority.mu

Beachcomber-hotels.com

Covid: al 10 gennaio 2021 circa 500 contaminati e 10 decessi (fonti JHU).

Ingressi dall’estero: richiesta quarantena di due settimane in alberghi scelti dal governo che garantiscono sicurezza e igiene totali. Dopo, liberi come farfalle.

Ci sono 3 ore in più rispetto all'Italia. Nel nostro inverno la temperatura oscilla dai 19° ai 29° mentre la temperatura dell’acqua del mare è costante, sui 23-24°. Frequenti sono gli acquazzoni; ma il clima, rispetto a quello delle vicine Seychelles, è piuttosto secco. La lingua più usata è il creolo ma tutti parlano francese e inglese, e l’hindu.


 

Sopra spiaggia dell'Ile aux Cerfs

 

ARRIVARE

In tempi covidici via Parigi con airfrance.it o con airmauritius.com.

 

 

 

DORMIRE

Oltre all’elegante Royal Palm Hotel oggi Beachcomber (it.lhw.com) charmant  e vicino a Grand Baie è il Colonial Coconut Hotel (mauritiushotelsresort.com) ) che è un antica casa coloniale arredata con mobili d'epoca. A La Preneuse, sulla costa ovest, Les Bougainvilliers (villas-maurice.com) offre poche camere in stile b&b in un’atmosfera famigliare.

 

MANGIARE

A parte la cucina dei grandi alberghi che è internazionale a base di pesce e con qualche tocco creolo (saporito e piccante) Mauritius offre una gamma vasta: dalla cucina indiana a quella cinese, dalla gastronomia creola a quella francese.  Mauriziana è la Mullugtany, un bollito di pollame, granaglie e spezie. Tipici i camaron, grossi gamberi di fiume,  e i piatti di selvaggina locale cotta al curry. Nella capitale Port Louis La Bonne Marmite  serve cucina creola e indiana mentre a  Curepipe c'é un piccolo ristorante che propone però ottimi piatti creoli: Pot-de-Terre. Elegante, in una vecchia casacoloniale Au Gourmet (Curepipe) propone cucina francese a base di pesce (è annunciato da una riproduzione mignon della torre Eiffel). Elgante le ClosSaint Louis di Domaine les Pailles a  Les Pailles è una casa coloniale arredata con mobili malgasci e indiani che ropone  una cucina raffinata e creativa con influenze creole.

 
Sopra mercato di Port-Lous e sotto piatto elaborato mauriziano 

Testo e foto di Andrea Battaglini

 



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